Home News Le tensioni geopolitiche a livello mondiale metteranno fine alla globalizzazione? – SOGIM

Le tensioni geopolitiche a livello mondiale metteranno fine alla globalizzazione? – SOGIM

by Sogim

La pandemia in un primo momento, e la guerra in Ucraina, hanno creato diversi problemi a manager, investitori e aziende, che si trovano a fronteggiare una forte inflazione e il rallentamento degli scambi a livello globale

Gli effetti della guerra in Ucraina stanno avendo delle ripercussioni sulle imprese a livello globale. Lo shock causato dal conflitto sta avendo ripercussioni molto serie, aumentando i rischi geopolitici in ambito internazionale.

Il Global Geopolitical Risk Index è più che raddoppiato dall’inizio dell’anno – raggiungendo livelli visti l’ultima volta con lo scoppio della guerra in Iraq nel marzo 2003 – e la percezione dei rischi di futuri conflitti e sanzioni è cambiata.

Qual è la risposta delle imprese

Una delle risposte più precise e puntuali è stata fornita dal portale VOX EU.

Uno dei primi risultati che sta portando l’aumento dei rischi geopolitici è dato dai cambiamenti nella struttura delle global value chain. Molte aziende stanno optando per il reshoring o il nearshoring. Questo significa che gli imprenditori stanno rivalutando la propria decisione di delocalizzare la produzione,a seguito di nuove analisi costi-benefici.

L’aumento del premio assicurativo che le aziende devono pagare per coprire il rischio di future interruzioni della produzione rende meno vantaggiosa la scelta di produrre in paesi a rischio di sanzioni economiche o conflitti. Per ritornare ad avere un ritorno maggiore in termini di benefici, infatti, è bene valutare nuove sedi che abbiano rischi minori.

Ogni settore potrebbe risentire in maniera diversa di questa crisi geopolitica, Nello specifico, i settori con costi fissi più alti e prodotti intermedi sofisticati hanno meno probabilità di delocalizzare in risposta a maggiori rischi geopolitici.

Le imprese del settore automobilistico, per esempio, richiedono elevati investimenti iniziali in infrastrutture e affrontano costi più elevati di delocalizzazione della produzione. Di conseguenza queste realtà sono meno propense a lasciare un paese in presenza di un rischio geopolitico più elevato.

Nonostante ci siano diversi fattori economici che potrebbero incoraggiare il “rientro” delle aziende nel proprio paese, è probabile che il processo di arresto globalizzazione non sarà così immediato. In questo contesto un ruolo cruciale sarà giocato dalle istituzioni, che dovrebbero concentrarsi sul disinnescare le tensioni e rafforzare le catene di valore globali contro le future incertezze.

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