Home Logistica Logistica e Covid-19: come rispondono le aziende del settore?

Logistica e Covid-19: come rispondono le aziende del settore?

by Sogim

Sono tante le domande che aziende e clienti si stanno facendo in questi giorni.
Alcune riguardano le modalità migliori con le quali procurarsi i beni di prima necessità, altre la possibilità di ricevere pacchi dall’Italia e da altri paesi. Nell’ultimo caso ci si chiede quanto sia consigliabile e rischioso far arrivare pacchi dalla Cina, ad esempio.

Secondo quanto detto dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità, il virus sopravvive sulle superfici non più di qualche ora e la pratica più consigliata rimane quella di sanificare gli oggetti e disinfettarli in modo da eliminare ogni possibilità di contagio con persone.

Purtroppo le preoccupazioni non si fermano qui: ad essere coinvolti non sono soltanto gli utenti finali con la circolazione dei beni. A preoccupare maggiormente sono le difficoltà a livello mondiale delle catene di fornitura. La spedizione di container dalla Cina ha subito una forte battuta d’arresto a partire dallo scoppio della crisi e non sono ancora pervenuti segnali di ripresa.

Un rallentamento nei prossimi mesi sembra inevitabile, ma secondo le stime della Freight Leaders Council (la libera associazione che riunisce aziende leader della filiera della logistica: produttori, caricatori, operatori, trasportatori, gestori di infrastrutture), la riduzione dell’arrivo di container in Italia potrebbe arrivare fino al -20% in porti come Genova e Salerno.

In questo clima di previsioni e incertezza, c’è qualche buona notizia?
La speranza è quella che la situazione si possa normalizzare al più presto e che quindi si possano riprendere gradualmente tutte le attività. Al momento della futura riapertura le fabbriche dovrebbero iniziare a funzionare al 50-60 % della capacità, calcolando che ci sarà un calo della domanda internazionale per le aziende cinesi.

In Italia, le attività logistiche sono state influenzate dalle politiche contenitive che hanno portato alla chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali e da una riduzione delle attività produttive. Anche in questo caso, c’è una parte del mercato che è stata fortemente stimolata da questo periodo di quarantena con un forte incremento di acquisiti nel settore food & beverage e per i beni di prima necessità.

Come stanno pensando di difendersi le Imprese che lavorano nel settore dei trasporti?

– Molte delle aziende che avevano rapporti diretti con la Cina hanno cercato nuove realtà produttrici in altri luoghi, per non rimanere bloccati. Una mossa strategica non solo nel breve periodo ma anche nel medio/lungo periodo.

– Non solo gli utenti finali, anche i dipendenti delle aziende di logistica devono essere tutelati. I comporti più virtuosi sono quelli di sanificazione quotidiana degli spazi di lavoro, fornitura di mascherine e gel disinfettanti, controllo costante della messa in pratica delle normative igieniche.

– Innovazione e capacità di adattamento sono fondamentali in un settore, come quello delle supply chain, che è sempre più imprescindibili ma anche fragile. Oltre all’ emergenza coronavirus, sono diversi i campanelli d’allarme nel mondo: dalla Brexit, alla guerra commerciale di dazi USA-Cina, ai cambiamenti climatici. Al termine di questa crisi sarà necessario rivedere il sistema, renderlo maggiormente capace di reagire a situazioni di crisi in base a strumenti analitici avanzati e a pianificazioni di scenario.

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